Due donne al vertice del gruppo che assaltò i croceristi: nell’inchiesta anche l’accusa di abusi sulla turista

Otto persone sono finite in carcere per la rapina avvenuta a pochi passi dal porto antico ai danni di una coppia di turisti in crociera. Secondo l’inchiesta, il gruppo sarebbe stato organizzato da due donne e due degli arrestati devono rispondere anche dell’accusa di violenza sessuale di gruppo

Dietro la brutale aggressione ai danni di due turisti in crociera, avvenuta a Genova a poca distanza dal porto antico, ci sarebbe stato un gruppo compatto, aggressivo e capace di colpire senza esitazioni anche persone in evidente condizione di vulnerabilità. È il quadro che emerge dall’ordinanza cautelare firmata dal giudice Marco Malerba, con cui nei giorni scorsi sono stati confermati gli arresti eseguiti dalla squadra mobile nei confronti di otto persone ritenute coinvolte, a vario titolo, nella rapina consumata contro una coppia di cittadini americani in visita nel capoluogo ligure.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, a fare da perno dell’azione sarebbero state due donne genovesi, di 37 e 40 anni, indicate come le figure che avrebbero individuato i due turisti, li avrebbero avvicinati con un pretesto e poi avrebbero richiamato sul posto gli altri componenti del gruppo. Sarebbe stato proprio da quel contatto iniziale, apparentemente casuale, che in pochi istanti si sarebbe messo in moto il resto del branco, entrato in azione per bloccare la coppia, aggredirla e portarle via ciò che aveva con sé.

La scena, sempre secondo l’impianto accusatorio, si sarebbe consumata in pochi minuti ma con una violenza tale da lasciare un segno pesante nell’intera inchiesta. I sei uomini avrebbero circondato i due crocieristi, li avrebbero picchiati e rapinati. Ma il fascicolo si è aggravato ulteriormente perché per due degli arrestati è stata contestata anche la violenza sessuale di gruppo: gli inquirenti ritengono infatti che, nel corso dell’assalto, dopo aver colpito la donna con un pugno al volto, le siano stati rivolti anche comportamenti di natura sessuale.
Nell’ordinanza il giudice descrive gli indagati come persone spregiudicate, forti della dinamica del branco e pronte ad aggredire chiunque, anche soggetti fragili e indifesi. È proprio questa valutazione, insieme al profilo di pericolosità sociale attribuito al gruppo, che ha portato alla decisione di mantenere tutti in carcere. Per il giudice, infatti, la capacità di agire in gruppo, la rapidità dell’azione e la brutalità mostrata in quell’episodio renderebbero particolarmente elevato il rischio di nuove condotte analoghe.
Un passaggio decisivo nelle indagini è stato il lavoro della squadra mobile, che ha ricostruito la sequenza dell’aggressione attraverso l’analisi delle telecamere di sorveglianza installate nella zona. Sarebbero stati proprio i filmati a consentire agli investigatori di ricomporre movimenti, ruoli e tempi dell’azione, fino a delineare il coinvolgimento dei singoli arrestati e a ricostruire il ruolo attribuito alle due donne, ritenute le prime a puntare la coppia e a innescare l’assalto.
Il caso ha colpito particolarmente anche per il contesto in cui sarebbe maturato: una coppia di visitatori arrivata in città con una nave da crociera e finita invece nel mirino di un gruppo che, secondo gli atti, avrebbe agito contando sulla superiorità numerica e sulla sorpresa. Un episodio che riaccende il tema della sicurezza nelle aree più frequentate dai turisti e che, nella lettura degli inquirenti, mostra un salto di qualità nella ferocia dell’azione contestata.
Resta ora aperta la fase processuale, nella quale le accuse dovranno essere verificate nel contraddittorio tra le parti. Ma per il momento il quadro delineato dall’inchiesta racconta di una rapina che, nelle contestazioni formulate dalla Procura, si sarebbe trasformata in un’aggressione ancora più pesante, con due donne ritenute al centro dell’organizzazione del gruppo e con l’ulteriore, gravissima accusa di violenza sessuale che rende il fascicolo uno dei più delicati delle ultime settimane genovesi.
In copertina: immagine creata con l’Ai
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